Visualizzazione post con etichetta SICUREZZA LAVORO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SICUREZZA LAVORO. Mostra tutti i post

martedì 27 settembre 2016

CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO: 5 OTTOBRE 2016

L’Associazione Libera Impresa, in collaborazione con Casartigiani Sassari e Casartigiani Gallura, promuove i Corsi di Formazione sulla sicurezza lavoro, obbligatori in base alla normativa vigente.

Il prossimo corso in calendario è il seguente:

CORSO FORMAZIONE ANTINCENDIO RISCHIO BASSO E MEDIO


Per le adesioni telefonare 329544863 / 079262558 o inviare una email a ali@liberaimpresa.org.

venerdì 3 giugno 2016

CASSAZIONE: RESPONSABILE IL PADRONE DI CASA SE MUORE L'OPERAIO



Con la  Sentenza  n. 23171 del 1° giugno 2016 la  Cassazione  conferma la  responsabilità del Committente, nei lavori edili concessi in appalto, in merito agli obblighi di controllo e intervento, anche se diversamente articolati in base alle dimensioni e alla tipologia del cantiere. L'esonero dalle predette responsabilità è limitato al caso in cui il committente designi formalmente un responsabile dei lavori con compiti di tipo decisionale e nei limiti dell'incarico conferito.Nello specifico, la Suprema Corte conferma la sentenza di condanna per omicidio colposo di un committente per la morte di un operaio, per caduta dall'alto, in quanto, tra l'altro, non erano state predisposte le opere provvisionali nel cantiere. (Fonte Seac)

venerdì 27 novembre 2015

INFORTUNI SUL LAVORO, E' SEMPRE IL DATORE DI LAVORO IL RESPONSABILE


LIBERAIMPRESA.ORG

Associazione Libera Impresa

INFORTUNI SUL LAVORO
LA RESPONSABILITA’ E’ DEL DATORE DI LAVORO, ANCHE SE NON HA VIOLATO NORME SPECIFICHE
Le lavorazioni si svolgevano ad una altezza inferiore a due metri dal suolo, quindi non erano necessario installare impalcature di sostegno previste dal TU Sicurezza, ma la caduta del lavoratore ha provocato l’infortunio mortale sul lavoro.
La Corte di Cassazione, che si è occupata del caso, ha ravvisato comunque la violazione dell'articolo 11, comma 7, lettera d) del DPR n. 547/1955, in virtù del quale i lavori all'aperto devono essere strutturati in modo tale che i lavoratori non possano scivolare o cadere, nonché la violazione del principio generale di diligenza e prudenza posto dal Codice Civile, secondo il quale il datore deve sempre e comunque prevenire ogni prevedibile ed evitabile rischio per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.
In sintesi, la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 46979 depositata il 26 novembre 2015, ha affermato la responsabilità del datore di lavoro per l'infortunio mortale occorso al lavoratore anche qualora non vi siano state violazioni di norme specifiche sulla sicurezza: è sufficiente la mancata adozione degli accorgimenti per l'integrità dei dipendenti previsti dal Codice Civile.
(Tratto da Seacinfo)

Per informazioni, assistenza, compilazione della documentazione:
contattare la segreteria dell’associazione
tel. 079262558/3299544863 – email: ali@liberaimpresa.org

lunedì 2 febbraio 2015

INVESTIMENTI SICUREZZA LAVORO: INCENTIVI ALLE IMPRESE SINO AL 65% DELLE SPESE


Associazione Libera Impresa
INVESTIMENTI SICUREZZA LAVORO
INCENTIVI ALLE IMPRESE SINO AL 65% DELLE SPESE
L'INAIL ha pubblicato il bando ISI 2014: incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In questo nuovo bando possono essere finanziati i progetti di investimento finalizzati a ridurre le principali cause di infortunio o di malattie professionali per settore di attività e i progetti  diretti all'implementazione di sistemi di gestione sicurezza.
Dal 3 marzo al 7 maggio 2015 le imprese potranno inserire sul sito dell’Istituto i progetti e dal 12 maggio se la domanda ha raggiunto, o superato, la soglia minima di ammissibilità, le aziende potranno accedere al sito per ottenere il proprio codice identificativo da utilizzare al momento di inoltrare la domanda online nelle date di apertura dello sportello informatico. Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul portale Inail, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per accedere al contributo.Possono aderire tutte le imprese che non abbiano già ottenuto contributi da parte di INAIL con i bandi ISI 2011, ISI 2012, ISI 2013 e FIPIT 2014.
Come per le precedenti pubblicazioni, la percentuale del contributo sull'intero ammontare del progetto è pari al 65%, mentre il massimale è pari a 130.000 euro. il contributo minimo ammissibile è pari a € 5.000.
Saranno ammesse a contributo solo le spese riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data del 7 maggio 2015.
Il riferimento per i progetti di investimento rimane il Documento di Valutazione dei Rischi. Il documento deve evidenziare gli aspetti sui quali si vuole intervenire e deve essere ufficializzato con data antecedente al 7 maggio già citato.
Per informazioni contattare la segreteria dell’associazione, email: ali@liberaimpresa.org. tel. 079262558/3299544863

lunedì 17 novembre 2014

E’ REATO DI LESIONI COLPOSE SE IL DIPENDENTE SI FA MALE


Associazione Libera Impresa
SUGLI STRUMENTI DI LAVORO INDISPENSABILE FORMARE, INFORMARE E ADDESTRARE
E’ REATO DI LESIONI COLPOSE SE IL DIPENDENTE SI FA MALE
Un dipendente utilizzava la scala per le operazioni di banchinaggio e non era stato informato sui rischi che tale utilizzo poteva comportare. Si fa male e nel corso del processo viene accertato che non aveva la perfetta conoscenza dei rischi derivanti sul suo lavoro.
Il datore di lavoro, condannato, si rivolge alla Corte di Cassazione, la quale con la Sentenza n. 46820 del 12 novembre 2014 ha stabilito che il datore di lavoro, in materia di infortuni sul lavoro, commette il reato di lesioni colpose aggravate  per l'incidente capitato al dipendente non informato sul corretto uso degli strumenti di lavoro.
La Corte ha riconfermato che spetta al datore l’obbligo di informare il lavoratore sui rischi che corre nello svolgimento della sua attività.

mercoledì 17 settembre 2014

PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA PER I CANTIERI, APPROVATO IL MODELLO SEMPLIFICATO


PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA PER I CANTIERI
APPROVATO IL MODELLO SEMPLIFICATO
Più semplice e meno costoso gestire la sicurezza
Dopo il modello semplificato per la valutazione dei rischi (DVR standardizzato), che agevola non poco la gestione della sicurezza (più comprensibile e più facile da gestire da parte del datore di lavoro (i consulenti continuano a proporre il modello normale che è più complesso e costa molto di più per l’azienda), la novità di sicuro interesse per le piccole imprese (la maggioranza) che lavorarano nei cantieri, è rappresentata dal POSs (piano di sicurezza semplificato).
Infatti, con il Decreto del 9 Settembre 2014 sono stati pubblicati i MODELLI SEMPLIFICATI UFFICIALI  per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS), del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) e del fascicolo dell’opera (FO) nonché del piano di sicurezza sostitutivo (PSS). Sarà facoltà dell’azienda adottare il POS semplificato che costituiscono presunzione legale di rispetto dei requisiti formali necessari per la sicurezza (è chiaro che la sostanza deve essere comunque rispettata).  
Nel decreto si legge a proposito del POS semplificato: la compilazione “deve essere improntata ai criteri di semplicità, brevità e in modo da garantire a) la completezza e b) l’idoneità quale strumento di pianificazione degli interventi di prevenzione in cantiere, l’indicazione di misure di protezione e dei dispositivi di prevenzioni individuali (Dpi), le procedure per l’attuazione delle misure di realizzazione ed i ruoli che vi devono provvedere” . In un altro campo del modello vanno inseriti i dati identificativi dell’impresa con l’indicazione dei dirigenti e dei preposti, del Rspp, del Medico competente e del Rls. Un settore del campo si riferisce all’organizzazione del servizio di pronto soccorso ed evacuazione dei lavoratori (nomi degli incaricati con le specifiche mansioni per la gestione delle emergenze), il numero e le qualifiche dei lavoratori operanti nei cantieri (specifica deve risultare l’indicazione di eventuali lavoratori autonomi che operano per l’impresa).
Un campo a sé richiede di specificare, per ciascun lavoratore, l’informazione, la formazione e l’addestramento ricevuti, quali risultano dagli attestati dichiarati dall’impresa. Infine, il campo che raccoglie i dati sulla tipologia delle lavorazioni svolte nel cantiere, le relative misure di prevenzione dai rischi e le modalità di svolgimento delle singole lavorazioni.

giovedì 17 luglio 2014

SICUREZZA LAVORO: I COMPITI DEL RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO



Con il presente approfondimento si intende dimostrare come la normativa vigente in materia di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili disciplini in via generale il settore privato e non possa essere estesa agli appalti pubblici, in quanto il legislatore ha voluto distinguere tra appalti privati ed opere pubbliche, nelle quali è presente una figura, il Responsabile Unico del Procedimento, assente nell’ambito civilistico e che invece costituisce il perno della realizzazione delle opere di interesse collettivo.
Quest’ultimo assume “ope legis” il ruolo di responsabile dei lavori e in questa veste gli competono i compiti e le responsabilità indicati dal D.lgs. n. 163/2006 e dal D.P.R. n. 207/2010 come si evidenzierà di seguito attraverso l’esame dei singoli articoli della normativa.
Considerando poi che la nomina del R.U.P. non è facoltativa, ma obbligatoria, e che il responsabile dei lavori è fatto coincidere dalla legge con il R.U.P. stesso, ne deriva che la nomina dell’uno coincide obbligatoriamente con quella dell’altro, senza facoltà di deroghe da parte del committente pubblico.

(Pubblicato su Altalex, 9 luglio 2014. Nota di Mirko Trapè)

APPROFONDISCI


lunedì 30 giugno 2014

CONDANNA PENALE PER PONTEGGIO NON CERTIFICATO



SICUREZZA LAVORO, CANTIERE EDILE
CONDANNATO PER PONTEGGIO NON CERTIFICATO
In materia di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha stabilito che un datore di lavoro di un cantiere edile è responsabile penalmente (ammenda) per aver installato un ponteggio senza marchio di fabbricazione (art. 135 del D.Lgs n. 81/2008), considerando quindi che la struttura è da ritenersi abusiva.
Questo emerge dalla Sentenza n. 27693 del 26 giugno 2014, della Suprema Corte di Cassazione. A nulla sono valse le giustificazioni dell’imprenditore, che sosteneva di aver operato in buona fede, che ad avviso della Cassazione non può sussistere per chi opera in un ambito professionale particolare come le costruzioni, in quanto ha l'obbligo di informarsi sulle disposizioni che regolano il settore edile, soprattutto su quelle riguardanti la tutela della sicurezza e la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

venerdì 13 dicembre 2013

BANDO INAIL - INCENTIVI SINO AL 65%


BANDO INAIL - INCENTIVI SINO AL 65%
INVESTIMENTI IN SICUREZZA LAVORO
Riapre a dicembre il Bando INAIL che prevede la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con risorse aumentate rispetto al bando precedente, che passeranno dai 155 milioni di euro stanziati nel 2012 agli oltre 190 milioni di euro previsti per il 2013, da ripartire in budget regionali sulla base del numero di addetti e del rapporto di gravità degli infortuni.
Potranno presentare domanda le Imprese, anche individuali, iscritte alla CCIAA, ad esclusione delle imprese ammesse a contributo sui precedenti Avvisi INAIL 2010, 2011, 2012. 
Sarà possibile presentare un solo progetto, per una sola unità produttiva su tutto il territorio nazionale e riferita ad una sola tra le seguenti tipologie:
1. progetti di investimento;
2. progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
3. progetti per la sostituzione o l'adeguamento di attrezzature di lavoro messe in servizio anteriormente al 21 settembre 1996, con attrezzature rispondenti ai requisiti di cui al Titolo III del D. lgs 81/2008 s.m.i. e di ogni altra disposizione di legge applicabile in materia. 
Rispetto agli avvisi precedenti è previsto un incremento della percentuale di contributo in conto capitale dal 50% al 65% e un incremento del contributo massimo erogabile da € 100.000 a € 130.000. Sarà inoltre possibile, per i progetti che prevedono un contributo pari o superiore a € 30.000, richiedere un'anticipazione fino al 50% del contributo, previa garanzia fideiussoria.
Le domande dovranno essere presentate in modalità telematica. La presentazione avverrà mediante una prima fase di accesso alla procedura on line e compilazione della domanda e successivo invio secondo il calendario che verrà successivamente pubblicato. 
Chi fosse interessato, può contattare i nostri uffici (079252658/3299544863) per ogni opportuna assistenza.

venerdì 8 novembre 2013

LA NORMATIVA SULLA SICURZZA LAVORO APPLICABILE ANCHE ALLE IMPRESE FAMILIARI DI FATTO


Sicurezza sul lavoro
LA NORMATIVA APPLICABILE ANCHE ALLE IMPRESE FAMILIARI DI FATTO
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rispondendo all'Interpello n. 9 del 24 ottobre 2013, ha chiarito che in materia di applicazione della disciplina in tema di sicurezza sul lavoro di cui al D.Lgs n. 81/2008, la stessa deve considerarsi applicabile anche alle imprese familiari.
Nello specifico, fermo restando la specifica previsione di cui all'art. 230 bis del codice civile, che disciplina le regole di costituzione dell'impresa familiare, alle stesse dovrà essere applicato il disposto di cui all'art. 21 del D. Lgs n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni (seacinfo).

mercoledì 16 ottobre 2013

DPI NON ADEGUATI: SENTENZA DI CONDANNA PER L'AMMINISTRATORE



SICUREZZA LAVORO: DPI NON ADEGUATI

SENTENZA DI CONDANNA PER L'AMMINISTRATORE
In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha ritenuto penalmente responsabile l'amministratore della società non più in carica per non aver trattato con adeguata precisione, nel piano operativo di sicurezza, i pericoli e i rischi derivanti dall'operare in altezza con imbragature su impalcature installate in un cantiere. Nella Sentenza n. 42325 del 15 ottobre 2013, la Suprema Corte ha infatti fatto valere la testimonianza degli ispettori del lavoro per i quali la sigla apposta sul POS era quella dell'amministratore che, pertanto, viene individuato come responsabile del mancato adempimento alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. (Seacinfo)

lunedì 23 settembre 2013

SICUREZZA LAVORO: MORTE DEL LAVORATORE, CONDANNA ANCHE AL RSPP

SICUREZZA LAVORO

CASSAZIONE: MORTE DI UN  LAVORATORE, CONDANNA ANCHE PER IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE

In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione, con riferimento all'incidente mortale occorso al lavoratore, ha chiarito che risponde per omicidio colposo non solo il datore di lavoro ma anche il responsabile del servizio prevenzione (Rspp), qualora quest'ultimo ometta di segnalare situazioni di rischio o dia un suggerimento sbagliato al titolare dell'azienda.
In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 38643 del 19 settembre 2013, ha statuito la sussistenza di una responsabilità per violazione delle norme antinfortunistiche, dal momento che il datore ed il Rspp non avevano verificato l'idoneità del lavoratore allo svolgimento della mansione, né avevano impedito l'utilizzo di un macchinario privo di adeguati dispositivi di sicurezza. (Seacinfo)


giovedì 4 luglio 2013

MALFUNZIONAMENTO MACCHINARIO: RESPONSABILI DATORE DI LAVORO E COSTRUTTORE

Sentenze
INFORTUNIO PER MALFUNZIONAMENTO MACCHINARIO
PER LA CASSAZIONE RICADE SUL DATORE DI LAVORO E SUL COSTRUTTORE
La Corte di Cassazione, in una recente sentenza ha attribuito la responsabiltà penale dell'incidente occorso al lavoratore a causa del malfunzionamento del macchinario al datore di lavoro in concorso con il costruttore dell'impianto, a nulla rilevando l'osservanza puntuale delle istruzioni fornite con l'apparecchio.
Nello specifico per la Suprema Corte (Sentenza n. 26247 del 14 giugno 2013) ha stabilito che il datore rimane debitore in proprio della sicurezza dei dipendenti e, pertanto, non può confidare acriticamente nelle indicazioni provenienti dalle istruzioni del macchinario, ma deve verificare che gli impianti mantengano idonee condizioni di utilizzo.

mercoledì 3 luglio 2013

SICUREZZA LAVORO: IN VIGORE L'AUMENTO DELLE SANZIONI

E' in vigore l’aumento generalizzato delle sanzioni per inadempienze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e nei cantieri previsto dal c.d. “Decreto Lavoro” (DL 17/2013), licenziato mercoledì mattina u.s. dal Consiglio dei ministri ed ora in fase di modifica definitiva. Inasprimento, tra l’altro, di poco inferiore ai dieci punti percentuali (9,6%) per tutte le sanzioni amministrative e le ammende legate in qualche modo al  TUS   (Testo Unico Sicurezza - Dlgs n. 81/2008). Il provvedimento, nello specifico, modifica l’ultimo articolo del TUS nella parte che riguarda la rivalutazione delle sanzioni collegate alla sicurezza (una volta ogni cinque anni), che sino ad oggi prevedeva un decreto della direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro per fissare l’entità dell’aumento, facendo riferimento all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo decreto, però, non era ancora stato mai emanato, lasciando di fatto le sanzioni congelate al loro livello originario. Il nuovo testo aggira l’ostacolo e stabilisce che, «in sede di prima applicazione», la rivalutazione avviene «nella misura del 9,6% a decorrere dal 1° luglio 2013». La norma, inoltre, sarà valida sia per le sanzioni amministrative pecuniarie del Testo unico che per le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro. Quindi il rincaro non arriva solo per le multe fatte in seguito ai controlli, ma anche per i reati meno gravi legati agli obblighi del TUS.
Il rincaro, almeno in parte, servirà a sostenere un nuovo investimento pubblico. I nuovi fondi derivanti dalla rivalutazione, infatti, per metà saranno destinati al finanziamento di iniziative di vigilanza, prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza del lavoro effettuate dalle direzioni territoriali del ministero del Welfare.

mercoledì 12 giugno 2013

MORTE DEL LAVORATORE: LE RESPONSABILITA' DEL DATORE DI LAVORO


SICUREZZA LAVORO: MORTE DEL LAVORATORE
RESPONSABILE IL DATORE DI LAVORO
In tema di infortunio sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che, in caso di incidente mortale occorso al dipendente, la nomina di un responsabile per la prevenzione e la sicurezza non esonera il legale rappresentante della società dalla responsabilità penale per omicidio colposo.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 25647 dell'11 giugno 2013, ha precisato che anche il responsabile della sicurezza risponde penalmente dell'accaduto, in caso di mancata adozione di appropriate misure preventive o di indicazioni operative inadeguate, senza, comunque, sgravare la posizione del legale rappresentante, garante principale delle condizioni lavorative. (Seacinfo)

martedì 4 giugno 2013

VIETATO UTILIZZARE I CARRELLI ELEVATORI SU STRADA

Sicurezza stradale e sul lavoro
NORME IN VIGORE DAL 22 AGOSTO 2008
VIETATO UTILIZZARE I CARRELLI ELEVATORI SU STRADA
Le imprese che utilizzano carrelli elevatori per carico e scarico di merci fuori dai loro piazzali sono fuori legge. Lo ha chiarito, a sorpresa, la Motorizzazione, con la circolare n. 4041/Segr/DGT del 24 aprile scorso, di cui si è avuta notizia soltanto in questi giorni. Ciò potrebbe anche avere ripercussioni nella determinazione di responsabilità e risarcimenti relativi a incidenti (anche sul lavoro) avvenuti negli anni scorsi.

sabato 16 febbraio 2013

CASSAZIONE: INFORTUNIO IN CANTIERE AZIENDA OBBLIGATA A METTERE IN SICUREZZA ANCHE I TERZI

21
SENTENZA CASSAZIONE INFORTUNIO IN CANTIERE
AZIENDA OBBLIGATA A METTERE IN SICUREZZA ANCHE I TERZI
Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha attribuito la responsabilità di un infortunio di un terzo avvenuto nel cantiere al datore di lavoro, che ha l’obbligo di mettere in atto misure adeguate per la salvaguardia di lavoratori e pedoni. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 6363 dell’8 febbraio 2013, ha precisato che la circolazione dei pedoni e dei veicoli nei posti di lavoro, nelle vie di circolazione e nei luoghi o impianti all’aperto occupati dai lavoratori durante le loro attività, deve avvenire in modo sicuro, mediante l’attuazione, da parte dell’imprenditore, delle norme antinfortunistiche necessarie a tutelare l’integrità fisica anche di soggetti terzi che, per un qualsiasi legittimo motivo, accedono nei luoghi di lavoro.
Corte di Cassazione sentenza n. 6363 dell’8 febbraio 2013 (INFOSEAC)

mercoledì 16 gennaio 2013

CONTRIBUTI SINO AL 50% PER INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA LAVORO

007
Operativo il Bando INAIL, domande sino al 14 marzo 2013
CONTRIBUTI SINO AL 50% PER INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA LAVORO
Sono 155,35 milioni di euro, ripartiti su base regionale gli incentivi alle imprese per migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, gestiti dall’INAIL con il nuovo bando di fine dicembre 2012. L’incentivo è costituito da un contributo in conto capitale ed è destinato a coprire fino al 50 per cento dei costi del progetto.Il finanziamento massimo erogabile è di 100 mila euro, quello minimo di 5 mila euro.
LE DOMANDE DAL 15 GENNAIO AL 14 MARZO 2013
Le imprese potranno inserire la domanda dal 15 gennaio al 14 marzo 2013 on line, compilate e salvate mediante procedura informatica attiva sul portale www.inail.com, sezione Punto Cliente. Solo le aziende che supereranno il punteggio soglia, pari a 120 punti (nel bando precedente era 105 punti), potranno partecipare al “click day” per prenotare le risorse. I parametri da considerare per il raggiungimento del punteggio soglia attengono principalmente a: dimensione aziendale, rischiosità dell'attività di impresa, numero di destinatari, finalità, tipologia ed efficacia dell'intervento. Le domande potranno essere successivamente inviate, tramite il codice identificativo assegnato, con inoltro telematico da effettuare il giorno, diverso in base alla Regione di appartenenza, che verrà comunicato successivamente dall’INAIL, dopo l’ 8 aprile 2013.
Investimenti ammissibili
1. Acquisto macchine e attrezzature a marcatura CE in sostituzione di quelle non conformi;
2. Acquisto, installazione, modifica di impianti, apparecchiature e dispositivi per
l’incremento del livello di sicurezza contro gli infortuni (es. messa a norma impianti elettrici, impianti di riscaldamento, re-ingegnerizzazione processi produttivi, installazione impianti aspirazione fumi..);
3. Ristrutturazione e modifica strutturale dell’ambiente di lavoro (per esempio: rimozione tetto in cemento-amianto, rifacimento pavimentazione, rifacimento finestre, rifacimento bagni, porte REI, opere edili che in generale rendono più sicuri o più salubri gli ambienti di lavoro,….);
4. Implementazione Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro -SGSL
Principali caratteristiche del bando:
- contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammesse , contributo massimo pari a 100.000 € per ogni azienda.
- potranno essere ammessi al contributo solo gli investimenti i cui ordini (e di conseguenza tutti i documenti contabili) saranno successivi al 14 marzo 2013;
- nel caso di successo della prenotazione delle risorse (superamento del “click day”) e nel caso di ammissione al contributo (dopo la verifica tecnico-amministrativa della pratica da parte dell’Inail), si avranno massimo 12 mesi per completare l’investimento a partire dalla data di ricevimento della comunicazione di ammissione (quindi all’incirca entro ottobre 2014). Per investimento completato si intende che l’investimento stesso deve essere interamente concluso, fatturato e pagato.

Per approfondimenti leggi il bando completo sul sito dell’INAIL. Per assistenza nella presentazione delle domande: invia email a ali@liberaimpresa.org oppure telefona al 079262558.

SANZIONABILE IL MEDICO COMPETENTE CHE NON PRENDE INIZIATIVE

006
Sicurezza lavoro, sentenza della Cassazione
SANZIONABILE IL MEDICO COMPETENTE CHE NON PRENDE INIZIATIVE
Il medico aziendale per valutare i rischi non deve basarsi solo sulle informazioni del datore di lavoro ma agire di propria iniziativa raccogliendo notizie sul posto. La Corte di Cassazione (sentenza 1856) prende le distanze dalla dottrina che riserva al medico competente un ruolo di collaborazione a "traino" dell'imprenditore e afferma la necessità di interpretare in maniera ampia la funzione consultiva.

di Patrizia Maciocchi - Il Sole 24 Ore - Leggi tutto

venerdì 7 dicembre 2012

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI: Pubblicato il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012

Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi
Pubblicato il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012

Con il Decreto Interministeriale deI 30 novembre 2012 sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo. 
Il documento, approvato dalla Commissione consultiva, individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, di cui all’art. 29, comma 5, del D.lgs. n.81/2008, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
Se ne da avviso, tramite comunicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2012.

• Decreto Interministeriale 30 novembre 2012

• Procedure standardizzate