L. N. 116/2014 - SOSTANZE LESIVE DELL’OZONO -
DENUNCIA ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2014
Rischio sanzioni: arresto sino a un anno o sino a 100 mila euro
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Attenzione alla sanzioni: arresto sino a un anno o sino a 100 mila euro. E’ ciò che rischiano i detentori di sistemi antincendio contenenti sostanze controllate ai sensi del regolamento 1005/2009/CE, se non comunicano le quantità detenute entro il 30 settembre 2014, indicando l’ubicazione dell’impianto, la natura e la quantità della sostanza.
E’ quanto è stato stabilito all’art. 11, comma 5 della L. n. 116/2014, di conversione del D.L. n. 91/2014, che di fatto ha prorogato di ulteriori nove mesi il precedente termine ultimo (scaduto il 12 aprile 2014) fissato dal D.Lgs. n. 108/2013 (Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni derivanti dal regolamento 1005/2009/Ce sulle sostanze che riducono lo strato di ozono), per la eliminazione delle “sostanze controllate” contenute nei sistemi antincendio, compilando la scheda di cui all’Allegato 1 della legge in questione.
Considerato quanto sopra, appare evidente per l’installatore/manutentore o il professionista antincendio che si dovesse imbattere nella sua attività professionale, in occasione dei sopralluoghi con detti impianti o apparecchiature contenenti sostanze vietate il dovere di comunicare ai propri committenti la necessità dello smaltimento delle sostanze vietate affidandosi ad operatori qualificati e compiendo preventivamente le necessarie verifiche sulle autorizzazioni di legge in possesso degli operatori stessi.
Maggiori dettagli possono essere richiesti a Libera Impresa.
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venerdì 26 settembre 2014
SOSTANZE LESIVE DELL’OZONO, DENUNCIA ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2014
giovedì 20 febbraio 2014
CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER RIFIUTI
CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER RIFIUTI
H1
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«Esplosivo»: sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del di nitrobenzene;
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H2
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«Comburente»: sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione esotermica;
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H3-A
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«Facilmente infiammabile»: sostanze e preparati: - liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21 °C (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azine di una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione, o gassosi che si infiammano a contatto con l'aria a pressione normale, o che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità pericolose;
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H3-B
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«Infiammabile»: sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o superiore a 21 °C e inferiore o pari a 55 °C;
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H4
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«Irritante»: sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria;
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H5
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«Nocivo»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di gravità limitata;
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H6
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«Tossico»: sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati molto tossici) che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte;
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H7
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«Cancerogeno»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne l'incidenza;
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H8
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«Corrosivo»: sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva;
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H9
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«Infettivo»: sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi;
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H10
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«Tossico per la riproduzione»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza;
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H11
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«Mutageno»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne l'incidenza;
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H12
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Rifiuti che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico;
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H13
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«Sensibilizzanti» (9): sostanze o preparati che per inalazione o penetrazione cutanea, possono dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce effetti nefasti caratteristici;
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H14
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«Ecotossico»: rifiuti che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali.
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H15
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Rifiuti suscettibili, dopo l'eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza, ad esempio a un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche sopra elencate
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martedì 21 gennaio 2014
SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI BLOCCATA L'ATTIVITÀ DI UN IMPIANTO ABUSIVO DI LAVORAZIONE MARMI
TRA I REATI CONTESTATI DALLA FORESTALE: VIOLAZIONI URBANISTICHE E AMBIENTALI OLTRE ALLO SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI SPECIALI E ANCHE PERICOLOSI
Un impianto abusivo per la lavorazione del marmo, situato in una zona di un comune di Benevento è stato posto sotto sequestro dagli agenti del Corpo forestale dello Stato.
L'imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica e dovrà rispondere di molteplici violazioni delle normative in materia ambientale: deposito e gestione illeciti di rifiuti speciali pericolosi e non, assenza di autorizzazioni da parte della Regione per le emissioni in atmosfera, violazioni delle normative in materia di urbanistica e di edilizia poiché il locale è risultato privo di agibilità. Inoltre, è stato riscontrato lo smaltimento illecito di notevoli quantità di rifiuti speciali non pericolosi, come gli scarti dei marmi lavorati, ma anche pericolosi come i fusti contenenti residui di solventi utilizzati per la lavorazione dei materiali. Ulteriore conferma si è avuta dall'analisi del registro di carico e scarico dove risultava che alcuni contenitori erano stati caricati ma non ufficialmente scaricati e, non trovandosene traccia, si ipotizza siano stati smaltiti in maniera illecita.
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